giovedì 26 marzo 2015

UN ABBRACCIO GRANDE E SENTITO...

Venerdì 13 marzo alle 8 di mattino è suonata la campana della Missione...

Venerdì 13 marzo scorso, circa 1.500 persone tra studenti, personale e dipendenti, hanno dato un abbraccio simbolico alla Cidade Dom Bosco per commemorare a due anni di distanza, la scomparsa di Padre Ernesto, fondatore della più grande opera sociale di Corumbá. 

All’evento si è unito anche il sindaco Paulo Duarte. La celebrazione ha avuto inizio con i tre tocchi della campana che si trova nel cortile della scuola, quello è stato il segnale per alunni ed insegnanti che dopo un breve discorso di Padre Waldomiro e del sindaco, si sono avviati per dare l'abbraccio simbolico.


Nel pomeriggio durante l'attività scolastica, gli insegnanti hanno ricordato fatti ed episodi marcanti nella costruzione della Missione. Nella stessa giornata, alle 19.00, si sono svolte due messe, una nella Chiesa Dom Bosco vicina alla Missione, l’altra nel Santuario di Maria Ausiliatrice adiacente il Collegio di Santa Teresa, che hanno visto la partecipazione di un gran numero di studenti e fedeli.

Padre Waldomiro e alla sua destra il sindaco Paolo Duarte
Per il direttore della Cidade Dom Bosco, Slawomir Bronakowski, noto come Waldomiro, il più grande atto di gratitudine è la continuità del lavoro di Don Bosco e di Padre Ernesto. "Una parola di grande bellezza e grazia nel vocabolario umano è la “gratitudine”, cioè essere grati, in primo luogo a Dio, poi alla gente, e oggi in particolare alla figura storica di questa città, Padre Ernesto Saksida. La nostra gratitudine per il suo impegno, per l'esempio, la testimonianza, lui era un uomo d'azione, innovativo, pronto a tutto per realizzare questa opera dedicata a Don Bosco. Questo abbraccio che abbiamo appena dato, significa che vogliamo prendendoci cura di questo grande progetto, proseguendo il lavoro educativo e pedagogico che la Missione svolge quotidianamente per la città, ha dichiarato Padre Waldomiro al quotidiano” Diario Corumbaense”.




La preside, Maria Clarice Servion, ha dichiarato che l'obiettivo di tutti coloro che fanno parte della Cidade Dom Bosco, è quello di perpetuare l'opera del suo fondatore. "Noi, come alunni e insegnanti, basiamo il nostro lavoro sui suoi principi che hanno reso questo luogo la casa di tutti”. Tutto ciò che facciamo è perpetuare le buone pratiche del lavoro di Padre Ernesto, come lui anche noi crediamo nel gesto fatto con amore, ragione e credo. Questo abbraccio vuole simboleggiare che il lavoro continua e si perpetua, anche in sua assenza, sappiamo che è stato un missionario d’amore, e che è venuto da lontano per ricordarci che questo è l’unico modo di fare le cose per il bene del prossimo.

Gli studenti Luís Cláudio Gonçalves e Ana Carolina Ferreira, rispettivamente di quattordici e quindici anni, studenti della 1 ° Liceo, hanno parlato dell'importanza di Padre Ernesto nella loro vita e in quella di tanti loro coetanei, l’abbraccio a loro avviso, simboleggia in modo particolare il ringraziamento per quanto lui ha fatto per tutti i giovani e per coloro che hanno ricevuto accoglienza e aiuto attraverso la Cidade Dom Bosco.

Il sindaco di Corumbà Paulo Duarte, alunno salesiano a sua volta, ha ricordato l'importanza di Padre Ernesto come sacerdote, e del fatto che grazie all’esempio lasciato attraverso la sua vita, il lavoro potrà essere perpetuato.


Il sindaco Paolo Duarte parla agli studenti


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